Nasce a Kiev nel 1950, figlio di un insegnante di fotografia, e di una famosa pianista compie i suoi primi passi nel mondo dell’Arte sin dai primi tempi. Quando gli viene chiesto che lavoro fa, esita sempre perché non è facile rispondere con una sola parola. Uno scrittore? Sembra di si. Negli ultimi vent’anni ha dato alle stampe quindici libri in lingua Russa senza contare tutte le sue pubblicazioni sulle riviste letterarie. Un artista? Anche questo è vero risponde. Nel 1989 in Germania ha esposto in occasione di una mostra personale una serie di disegni a matita (disegni a carboncino e disegni con la mina di piombo), nel 1997 la casa editrice Cierre Grafica (Verona) pubblica in edizione limitata un album dei suoi disegni erotici. Ma dunque, si tratta di uno scrittore о di un artista mi chiedo. Ad ogni modo tutto ciò corrisponde alla realtà. Tuttavia preferisce parlare di sé come un cantante jazz e, per quanto incredibile, anche questo corrisponde alla verità. Inoltre ovviamente si occupa di fotografia artistica. E qui può sorgere spontanea la domanda: “Aspetta un attimo, ma chi è in fin dei conti Boris Levit-Broun? Uno scrittore, un’artista, un cantante о un fotografo?” A questa domanda, lui sorride e risponde senza malizia: “Ognuno di questi a tempo debito!”. Su di lui vengono scritti articoli sulle riviste di letteratura russa, ma non partecipa a concorsi, né tanto meno riceve premi e riconoscimenti.

Quest’uomo vive lontano dai riflettori ed è sempre impegnato in qualcosa. Fondamentalmente i suoi paesaggi urbani riflettono i soggetti cittadini: pozzetti all’interno dei cortili, gradini screpolati, vecchie mura; quasi sempre si tratta di una visione molto ravvicinata. Nella realizzazione del disegno urbanistico è sempre alla ricerca intuitiva di un “volto del motivo”, aggiungendo massima fusione ed estrema espressività. Concludo lasciandovi con una breve ma grande rivelazione che personalmente ha lasciato un grande segno in questo progetto.“Verona mi ha regalato una marea di soggetti meravigliosi per la loro bellezza. Quando qualcuno mi chiede perché metto tanta tenacia nel fotografare muri decrepiti, scrostati о mal verniciati, risponde dicendo che: attraverso l’arte la vecchiaia diventa antichità, nella quale sono insite una magia irresistibile, un’insieme di bellezza incantevole, ricca di espressività.